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Archivio per la categoria ‘Attualità’

Io non ci sto!

18 Dicembre 2016 6 commenti

Probabilmente una delle cose buone fatte dal Parlamento italiano è la normativa che regola l’elezione dei sindaci, affidata alla libera volontà dei cittadini. Quando l’operato dei sindaci è corretto, onesto, costruttivo ed ispirato al miglioramento delle condizioni delle città e dei paesi, questi vengono rieletti, in caso contrario se ne sceglie un altro.

Il sindaco può essere costretto a dimettersi o può essere esautorato solo quando vi siano a suo carico manifeste dimostrazioni di incapacità e di colpevolezza tali da costringere l’intervento della Magistratura, cui segue quello dello Stato che dopo averlo esautorato nomina al suo posto un commissario straordinario. Un sindaco può quindi cessare di essere tale solo per: dimissioni volontarie, intervento della magistratura o delle istituzioni, mancata rielezione da parte del popolo.

Non ho mai avuto alcuna particolare simpatia per i vari Masaniello (che in genere fanno una pessima fine) o per i potenti burattinai che si arrogano il diritto di giudicare se un sindaco possa o meno continuare a svolgere le proprie funzioni. Io quindi non ci sto, non concordo con il fatto che il barbuto Masaniello grillesco sia autorizzato a decidere se il sindaco Virginia Raggi debba o meno dimettersi. Questi sono compiti che spettano a lei stessa, alla magistratura, alle istituzioni e, soprattutto, al popolo romano che l’ha eletta.

È ora che il signor Grillo e la Casaleggio associati la smettano di assumersi compiti e funzioni non di loro competenza, è ora che gli insipidi bercianti membri del cosiddetto direttorio la smettano di ergersi a paladini della libertà e dell’onestà, senza averne le competenze, la capacità e la preparazione. Già è difficile amministrare una famiglia, difficilissimo amministrare un’impresa, immaginiamo quali siano le difficoltà nel voler amministrare una città importante o addirittura uno Stato. Occorrono anni ed anni di preparazione culturale, di capacità imprenditoriali, di onestà e di competenza morale e sociale. Chi senza godere di alcuna di queste caratteristiche se ne arroga il diritto o è un arrivista sfrenato o quanto meno un presuntuoso.

Se Virginia Raggi dovrà o meno dimettersi sarà lei stessa a sceglierlo o, se ve ne sarà il motivo, saranno le Istituzioni a poterlo fare senza l’intervento di alcun Mangiafuoco di Collodiana memoria.

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Uno vale uno? ma chi idiota l’ha detto?

29 Settembre 2016 2 commenti

I vari “galletti cedroni” del M5S dovrebbero solamente vergognarsi. Io condivido in pieno il seguente post:
Francesco Guarino
16 h ·
Nel giorno in cui il cittadino portavoce Bartolomeo Pepe – portato in parlamento da quel “partito” lì – cerca di pubblicizzare a nome e in aule di competenza del Senato la proiezione del docufilm #Vaxxed di Andrew Wakefield (il gastroenterologo autore della più grande truffa medica della storia: non vi faccio perdere tempo, era stato pagato per dimostrare che esiste una correlazione tra vaccini e autismo. Lo ha dimostrato falsificando i dati e sottoponendo bambini autistici a punture lombari e altre terapie invasive non necessarie. Radiato, ovviamente…), ma il Presidente del Senato Pietro Grasso gli chiude la porta in faccia (grazie), la senatrice di Scelta Civica Ilaria Capua si dimette dal Parlamento.

Perché la cosa dovrebbe interessarci?
Perché Ilaria Capua è una virologa di fama mondiale, nota per i suoi studi sui virus influenzali e, in particolare, sull’influenza aviaria. Nel 2006 – leggete bene, eh – la Capua decise di rendere pubblica la sequenza genetica del virus dell’aviaria, invece di brevettarla o cederne i diritti di sfruttamento ad una casa farmaceutica dietro lauto compenso. Il suo gesto ha dato il via ad una campagna scientifica di libero accesso ai dati sulle sequenze genetiche dei virus influenzali. La rivista Seed l’ha eletta “mente rivoluzionaria” ed è entrata fra i 50 scienziati top di Scientific American.

Perché se n’è andata?
Perché il 4 aprile 2014 un articolo sul settimanale l’Espresso riporta che Ilaria Capua è stata iscritta nel registro degli indagati per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, abuso di ufficio e traffico illecito di virus. Roba da ergastolo, per intenderci.
Appena esce la notizia, il solito “partito” inizia il linciaggio preventivo.
Il cittadino portavoce Gianluca Vacca, dall’alto della sua laurea in Lettere, la aggredisce verbalmente in Commissione Cultura http://www.corriere.it/…/finisce-calvario-ilaria-ma-ora-mi-…
La cittadina portavoce Silvia Chimienti, che dubito abbia fatto anche solo un esame di chimica quando si è laureata in Filologia e Letterature dell’antichità, sul suo sito personale tira fuori un bel post di accusa (cancellato dopo la sentenza definitiva) con tanto di fotomontaggio della Capua, su cui appare la scritta molto poco garantista “TRAFFICO DI VIRUS? NEL DUBBIO DIMETTITI” http://www.ilfoglio.it/…/ilaria-capua-prosciolta-m5s-gogna_…

Una settimana dopo la notizia, arriva una pacata richiesta di dimissioni da parte del solito “partito”, con un post sul solito blog, altrettanto pacatamente intitolata “LA GRANDE TRUFFA DEL TRAFFICO DI VIRUS PER VENDERE VACCINI”
http://www.movimento5stelle.it/…/la-grande-truffa-del-traff…
Se conoscete un pochino Facebook e Twitter di questi tempi, vi lascio immaginare con quale tipologia di commentatori si sia dovuta interfacciare la dottoressa Capua per 2 anni.

In compenso in questi 2 anni Ilaria Capua non è stata mai ascoltata dalla giustizia. Né dal procuratore aggiunto di Roma, né dagli altri magistrati competenti. Nel luglio del 2016 viene prosciolta da tutti i capi di accusa, perché “il fatto non sussiste”. Assoluzione piena.

Oggi si è dimessa dal Parlamento, annunciando allo stesso tempo il trasferimento della sua intera famiglia in America. Sarà Direttore di un Centro di Eccellenza all’Università della Florida.
Questa una parte delle sue motivazioni: “Ho deciso di trasferire la mia famiglia negli Stati Uniti per proteggerla dalle accuse senza senso, ma nel contempo infamanti che mi portavo sulle spalle. Perché una mamma ed una moglie deve farsi carico anche di questo. Proteggere. E, aggiungo, una donna di scienza nel quale questo Paese e l’Europa hanno investito ha il dovere di non fermarsi. Ha il dovere di continuare a condurre le proprie ricerche nonostante tutto, perché la scienza è di tutti ed è strumento essenziale per il progresso”.

Ve la riassumo così: invece di mandarci legittimamente affanculo, ha detto “Scusate se me ne vado, ma non riesco a lavorare serenamente se ancora mi insultano. Continuerò a mandare avanti la ricerca per tutti voi”.

Io sto scavando un fosso per seppellirmi dalla vergogna. Se qualcuno vuole farmi compagnia, ditemelo che lo allargo.

http://www.corriere.it/scuola/universita/16_settembre_28/ilaria-capua-ecco-perche-oggi-lascio-parlamento-6968d308-856c-11e6-be66-7ada332d8493.shtml

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Una lettera da mio figlio: 50 anni… di matrimonio

6 Ottobre 2014 6 commenti

50 anni… 18250 giorni… 438000 ore… 26280000 minuti di Ordinario che diventa Straordinario.

Cari genitori, cari papà e mamma… Sembra incredibile eppure ce l’avete fatta!
A prescindere dalle difficoltà tecniche di sopravvivenza: i possibili incidenti-accidenti che possono capitare, determinando sospensioni o addirittura interruzioni della propria esistenza; la capacità di restare insieme tra tante difficoltà per un tempo così lungo appare al giorno d’oggi come un fatto unico e quasi irripetibile.
Io poi, nato quasi subito per rompere le scatole a una giovane coppia, ho avuto la fortuna, da unico e fin troppo amato figlio, di vivere buona parte di questo periodo accanto a voi, testimone oculare della Vostra Vita, con i suoi Pro e i suoi Contro, i momenti di gioia e serenità forse (sicuramente) troppo pochi, e quelli di inquietudine, di infelicità e incomprensione forse (sicuramente) troppo numerosi.
Eppure il bilancio di questi vostri 50 anni di matrimonio pur nella sua complessità è decisamente positivo: avete saputo, avete voluto stare e restare insieme, avete saputo e voluto navigare in acque spesso agitate cercando tra 1000 difficoltà una rotta comune; non sono mancati, e non mancano a tutt’oggi, i momenti di disagio, di sconforto, di incomprensione e di litigio eppure qualcosa come un filo invisibile (che io e Rossella chiamiamo Amore) vi continua ad unire come se fosse ancora la prima volta.
Certo!… non con quella passione, quel giovanile e acerbo ardore ricco di sogni (troppo spesso prematuramente infranti dalla durezza della vita, dalle difficoltà economiche, dalle convivenze forzate, dalle differenze caratteriali, eccetera) che li caratterizzava nei primissimi anni e che oggi, e negli ultimi anni, si è offuscato sotto il peso della maturità e della incombente anzianità, della troppa saggezza e consapevolezza, ma anche dalle troppe disillusioni che da sempre hanno appesantito il vostro rapporto.
Ciò nonostante siete un esempio e lo sarete nel futuro per me, per mia moglie, per i miei figli e per quanti vi conoscono.
Caro papà indubbiamente mi hai sorpreso! Con gli acciacchi e tutti gli altri fastidi che recentemente ti affliggono, e soprattutto con il tuo carattere storicamente sedentario, non pensavo che avresti accondisceso alla richiesta di mamma di festeggiare questo evento con un viaggio: dopo tanti anni è difficile comunque mettersi in gioco anche per piccoli spostamenti, rinunciando seppur per un breve periodo alle proprie certezze, alle proprie comodità, ai modi comuni con cui si fa fronte alle difficoltà del proprio quotidiano; e tu mamma sai bene che il tuo cinquantenario compagno ti darà del filo da torcere! Eppure hai voluto portare fino in fondo con caparbietà encomiabile questa sfida il cui esito non è comunque scontato: litigi e incomprensione, piccoli acciacchi… sappiamo sono dietro l’angolo e spesso ci aspettano nei momenti di riposo o di ferie. Lo sai bene che dovrai un po’ lottare anche contro di essi.
Una preghiera: non fatevi la guerra, stabilite un armistizio uno di quelli veri (non quelli fasulli che si vedono in tv) anzi stipulate un patto reciproco di non belligeranza perché questo è un evento unico, eccezionale e irripetibile.
Non vale, ripeto, non vale la pena inquinarlo con il grigiore della quotidianità (che comunque vi aspetta dopo poco più di una settimana).
Fatelo per voi e fatelo anche per me perché io Vi sappia per qualche giorno sereni, senza eccessi e senza perdere né annullare il Vostro carattere, la Vostra personalità. Semplicemente cercate di essere come bambini: cercate di scoprire, di far prevalere la curiosità se pure magari a distanza perché papà non vuole scendere dalla cabina o dalla nave perché è stanco, non ha dormito o gli fa male il collo, ma comunque mette la testa fuori dall’oblò e passeggia sul ponte. Tu mamma, al suo fianco o magari per strada, nelle trasferte fuori bordo, pensi a Te, a Lui e anche a noi, e godi con gli occhi e con le orecchie quello che ti circonda e che non hai mai visto e sentito.
Insomma un evento speciale che lo sarà veramente se anche voi sarete per qualche giorno speciali, reciprocamente speciali; e io mi sentirò con voi ogni giorno, ogni minuto, ogni secondo, ricordando uno dei pezzi più belli della mia vita che fu quel viaggio in Grecia. Perché anch’io, per tante ragioni, in questi anni ho avuto poche, pochissime occasioni, di viaggiare e credo che quello del viaggio sia uno dei principali aneliti di ogni essere umano.
Quindi fatevi forza, mi raccomando! Godete tutto il possibile e auguri di cuore per questo Vostro Magico Anniversario da chi Vi vuol bene, da chi è carne della vostra carne, un po’ nel male (ansia e senso di responsabilità) ma soprattutto nel bene (affettività, volontà e onestà)… con tutto il cuore.
Tullio, Rossella e i ragazzi.

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Strategia dell’inganno.

18 Dicembre 2013 1 commento

Noam Chomsky, padre della creatività del linguaggio, definito dal New York Times “il più grande intellettuale vivente”, spiega attraverso dieci regole come sia possibile mistificare la realtà.

La necessaria premessa è che i più grandi mezzi di comunicazione sono nelle mani dei grandi potentati economico-finanziari, interessati a filtrare solo determinati messaggi.

1) La strategia della distrazione, fondamentale, per le grandi lobby di potere, al fine di mantenere l’attenzione del pubblico concentrata su argomenti poco importanti, così da portare il comune cittadino ad interessarsi a fatti in realtà insignificanti. Per esempio, l’esasperata concentrazione su alcuni fatti di cronaca (Bruno Vespa é un maestro).

2) Il principio del problema-soluzione-problema: si inventa a tavolino un problema, per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Un esempio? Mettere in ansia la popolazione dando risalto all’esistenza di epidemie, come la febbre aviaria creando ingiustificato allarmismo, con l’obiettivo di vendere farmaci che altrimenti resterebbero inutilizzati.

3) La strategia della gradualità. Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi. E’ in questo modo che condizioni socio-economiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni 80 e 90: stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero stati applicati in una sola volta.

4) La strategia del differimento. Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria”, ottenendo l’accettazione pubblica, al momento, per un’applicazione futura. Parlare continuamente dello spread per far accettare le “necessarie” misure di austerità come se non esistesse una politica economica diversa.

5) Rivolgersi al pubblico come se si parlasse ad un bambino. Più si cerca di ingannare lo spettatore, più si tende ad usare un tono infantile. Per esempio, diversi programmi delle trasmissioni generaliste. Il motivo? Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni, in base alla suggestionabilità, lei tenderà ad una risposta probabilmente sprovvista di senso critico, come un bambino di 12 anni appunto.

6) Puntare sull’aspetto emotivo molto più che sulla riflessione. L’emozione, infatti, spesso manda in tilt la parte razionale dell’individuo, rendendolo più facilmente influenzabile.

7) Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità. Pochi, per esempio, conoscono cosa sia il gruppo di Bilderberg e la Commissione Trilaterale. E molti continueranno ad ignorarlo, a meno che non si rivolgano direttamente ad Internet.

8) Imporre modelli di comportamento. Controllare individui omologati é molto più facile che gestire individui pensanti. I modelli imposti dalla pubblicità sono funzionali a questo progetto.

9) L’autocolpevolizzazione. Si tende, in pratica, a far credere all’individuo che egli stesso sia l’unica causa dei propri insuccessi e della propria disgrazia. Così invece di suscitare la ribellione contro un sistema economico che l’ha ridotto ai margini, l’individuo si sottostima, si svaluta e addirittura, si autoflagella. I giovani, per esempio, che non trovano lavoro sono stati definiti di volta in volta, “sfigati”, choosy”, bamboccioni”. In pratica, é colpa loro se non trovano lavoro, non del sistema.

10) I media puntano a conoscere gli individui (mediante sondaggi, studi comportamentali, operazioni di feed back scientificamente programmate senza che l’utente-lettore-spettatore ne sappia nulla) più di quanto essi stessi si conoscano, e questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un gran potere sul pubblico, maggiore di quello che lo stesso cittadino esercita su sé stesso.

Si tratta di un decalogo molto utile. Io suggerirei di tenerlo bene a mente, soprattutto in periodi difficili come questi.

tratto da “L’inkiesta”  (http://www.linkiesta.it)

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Uovo di Pasqua con sorpresa!

31 Marzo 2013 10 commenti

Mai dubitare della fantasia delle persone anziane!  Questo è ciò che ho pensato dopo aver sentito le parole del nostro Presidente Napolitano. Tutto avevo immaginato, per risolvere l’angosciosa situazione in cui si trova il Paese, meno che quella di proporre due commissione di “saggi” per portare avanti e concludere pochi ma importantissimi provvedimenti nel campo legislativo e economico. Le persone che ne fanno parte sembrano essere tutte dotate della necessaria esperienza e capacità. Da esperto, e quasi magico prestigiatore, ha tirato fuori dal cilindro non uno, bensì due conigli che, cosa importantissima, sembrano aver riscosso il gradimento di tutti i partiti, incluso quello del marchese del grillo. Se non si faranno i soliti giochetti, e le solite dietrologie, potrebbe essere veramente la soluzione. Ora non ci resta che attendere e… sperare. Che Dio ce la mandi buona!

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La lingua (parte seconda)

10 Ottobre 2012 24 commenti

Quando ero bambino, verso i cinque anni, ero piuttosto sveglio e avevo già imparato abbastanza bene a leggere e scrivere. Quasi certamente, anche se non me lo ricordo, fu mia madre a fornirmi i primi insegnamenti. Decise quindi di farmi sostenere gli esami, e di passare direttamente alla seconda classe elementare saltando la prima. Non fu un problema, perché nella prima elementare, in quell’epoca, a parte le aste, qualche abbozzo di lettura e di scrittura, e qualche canzoncina, s’imparava ben poco. Nella seconda classe, la mia maestra, che si chiamava Gemma Pirillo Colombati, un donnone materno e simpatico dotato di enorme pazienza, si sforzava con impegno e dolcezza a immettere tutta la sua scienza nelle zucche vuote di ben trentasette marmocchi, maschi e femmine.

Io ero, ovviamente, il più piccolino di tutti, e la classe contava anche qualche ripetente che giganteggiava tra di noi. Uno di questi, che si chiamava Marcandoro, mi prese a benvolere e, quando alla fine dell’anno facemmo la foto di gruppo, mi prese facilmente in braccio. In quel periodo imparammo molte cose: oltre alla lettura e alla scrittura si appresero i primi rudimenti dell’aritmetica, della storia e della geografia. Le giornate passavano veloci e si concludevano, terminate le lezioni, in una fila ordinata, come tanti soldatini, nell’atrio della scuola, davanti al portone d’ingresso. Il direttore si poneva di fronte a noi e, guardandoci severamente in atteggiamento mussoliniano, con le mani sui fianchi, gridava con voce stentorea, “saluto al Re!” E noi, tutti in coro: “Viva il Re!”. Subito dopo: “Saluto al Duce!”, cui seguiva il nostro, “A noi!”. Sommessamente, ma non abbastanza da non buscarsi una severa occhiata da parte  del direttore, Burchiello, il più discolo di noi, ne faceva il seguito in rima: “Poenta e fazoi” (Polenta e fagioli).

In seguito, la guerra, prepotente, iniziò a devastare la città. Dopo oltre otto bombardamenti, come molte altre famiglie, fuggimmo in posti più tranquilli nei paesini vicini. Durante quel lungo periodo, della durata di quasi quattro anni, non ebbi alcuna possibilità di frequentare la scuola, che, tra l’altro, in paese non esisteva. Tutta la mia cultura consistette nel divorare avidamente ogni libro che si trovava in casa. Terminata la guerra e ritornato in città, ripresi gli studi frequentando la terza e la quarta elementare con il nuovo insegnante: il maestro Chino. Ero malconcio e trasandato, e ormai del tutto disavvezzo alla disciplina scolastica. Riuscii, comunque, a cavarmela e a essere promosso in quinta. Purtroppo mia madre, nel generoso tentativo di farmi recuperare gli anni perduti, ebbe l’infelice idea di farmi saltare la quinta classe e, nel corso del periodo estivo, fui inviato a frequentare una scuola privata dove, in sostanza, non imparai quasi nulla. Fu in quel periodo che apparvero i primi albi di Superman, che allora si chiamava l’uomo d’acciaio, e i cui unici poteri erano di spiccare grandi balzi e di riuscire a correre più veloce di un treno. La lettura di quegli albi, insieme con quelli dell’Uomo mascherato e di Gim Toro (che allora andavano per la maggiore) fu il mio maggiore impegno durante le ore trascorse in quell’inutile istituto.

Ancora oggi ignoro in base a quale miracolo riuscii a superare gli esami di ammissione alla scuola media ove, ovviamente, mi trovai malissimo e rischiai diverse volte la bocciatura. Trascurare la basilare formazione che, almeno in quell’epoca, davano le lezioni della quinta elementare, fu un errore gravissimo, errore che mi privò di conoscenze di base fondamentali. Solo negli anni successivi riuscii faticosamente, e in parte, a recuperare. Molto probabilmente, molti elementi sugli accenti, sull’analisi grammaticale del periodo e sull’importanza della punteggiatura si apprendevano nella quinta classe. Certo è, che dopo di allora, non ricordo di aver mai avuto nessun insegnante che ne trattasse.

Il giovane siciliano Gianluca Fiore, bravo e preparato scrittore, e collaboratore di alcuni giornali, mi faceva notare, qualche tempo fa, nel recensire un mio romanzo, che prima di ogni vocativo, cioè quando ci si rivolge a qualcuno, è indispensabile mettere una virgola. Se dico: “Ascolta Giovanni, questa cosa non è fattibile” sembra che io mi rivolga a qualche persona invitandola a seguire il consiglio di Giovanni sulla non fattibilità di una certa cosa. Se invece dico: “Ascolta, Giovanni, questa cosa non è possibile” è chiaro che sono io che mi rivolgo a Giovanni, e che lo invito a non fare qualcosa. Nella scrittura, la posizione delle virgole, e della punteggiatura in genere, è indispensabile per evitare lo stravolgimento della frase.

Bersani dice: Renzi mi sta proprio stancando.

Bersani, dice Renzi, mi sta proprio stancando.

Com’è evidente, le parole sono le stesse ma il significato della prima frase è l’opposto della seconda. L’interpunzione è, infatti, una delle prime cose fondamentali, delle quali è necessario apprendere un corretto uso, da parte di tutti quelli che aspirano a scrivere con proprietà di linguaggio.

Quest’argomento è tuttora abbastanza complesso, e sottoposto a un continuo tentativo di revisione; basti pensare che i principali segni attualmente in uso nella maggior parte delle lingue indoeuropee sono tredici: la virgola, il punto e virgola, i due punti, il punto fermo, il punto interrogativo, quello esclamativo, i punti sospensivi, la lineétta, le virgolétte, l’asterisco, le parentesi tonde e quelle quadre, il trattino. Questi segni sono veramente indispensabili per dare colore e tono a una frase scritta e indicarne le pause. Il loro uso è abbastanza recente, qualcosa si trova negli scritti antichissimi dei Moabiti che risalgono a circa mille anni prima di Cristo, e negli scritti dei greci e degli antichi romani. Tuttavia la maggior parte dei testi molto antichi è in pratica priva di punteggiatura, e ha creato e crea, tra gli studiosi, gravi problemi di interpretazione. L’utilizzo di questi segni è strettamente legato allo stile dello scrittore che ne fa uso. Alcuni abbondano, e tra questi viene accusato persino Manzoni; altri ne fanno un uso estremamente, e forse eccessivamente modesto. Francesco Flora, docente universitario, critico letterario e allievo di Benedetto Croce, affermava che gli scrittori moderni  tendono a diminuire o ad abolire del tutto la punteggiatura; talvolta per un eccesso di raffinatezza ma, il più delle volte, per manifesta ignoranza.

Semplificando: una breve pausa, per separare una parola, o delle frasi, l’una dall’altra, ha bisogno della virgola; una pausa più lunga, o una variante del discorso, del punto e virgola. Il punto fermo indica la fine della frase, mentre i due punti servono per chiarire il discorso precedente o per introdurre il discorso di altre persone. E’ assolutamente auspicabile evitare, nello stesso periodo, di utilizzare più di una volta l’uso dei due punti.  E’ bene ricordare che ogni eccesso è difetto; un difetto che può dare al discorso un andamento faticoso e sgangherato, ben lontano dall’eleganza e dal colore che si sarebbe voluto dare. Una regola ormai saldamente affermata è quella di evitare l’uso smodato dei puntini di sospensione che devono essere rigorosamente tre. Sfuggire, per quanto possibile, l’abitudine di mettere più di un punto esclamativo o interrogativo al termine di una frase. Sono, infatti, rafforzativi inutili che generano solo un senso di fastidio nel lettore. Ammissibile, ma solo in casi particolarissimi e necessari, l’uso contemporaneo del punto esclamativo e di quello interrogativo.  Una cosa è certa, come afferma Aldo Gabrielli, insigne linguista e glottologo italiano: “ Punteggiare bene, è tanto difficile quanto scrivere bene”.

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Il mostro?

7 Giugno 2012 20 commenti

Non sono ancora sicuro che sia proprio lui, anche se dicono che abbia confessato. Troppe volte si sono verificati casi di mitomani che si sono accusati di colpe non commesse. Lo trovo troppo anziano e anche… mi si perdoni il termine, troppo stupido per aver avuto sia la forza, sia l’abilità, per commettere una mostruosità del genere. Manca, almeno per ora, il movente; sempre che sia possibile trovarne uno che possa, sia pur lontanamente non dico giustificare, ma almeno far capire con quale mentalità perversa e disumana si possa pensare di togliere la vita e di straziare delle fanciulle, ancora quasi bambine all’alba della vita. Eppure si tratta di un uomo sposato e con figli, di un uomo che dovrebbe sapere quale strazio può creare la perdita di una propria innocente creatura. No, io non capisco e, probabilmente non capirò mai.  E’ stato proprio lui? Da solo? E’ vero che viviamo in una tale epoca di follia in cui truppe regolari (?) fanno strage di donne e bambini innocenti. Lo stanno facendo in Siria, l’hanno fatto gli americani in Vietnam, e sembra che persino gli Italiani l’abbiano, all’epoca del colonialismo, fatto in Somalia. Homo homini lupus “l’uomo è un lupo per l’uomo” diceva Plauto. In parte aveva ragione e in parte sbagliava, non credo che un lupo o qualsiasi altro animale possa avere la crudeltà di cui solo noi siamo capaci. Gli elementi che portano a credere nella colpevolezza dell’assassino di Melissa sono diversi: la sua confessione, il video, e la presenza più volte filmata della sua auto sul luogo del delitto. Se è stato proprio lui, dimentichiamo, almeno per una settimana, di essere un paese democratico, civile e legalitario; consegnamolo ai familiari delle sue vittime. Dopo una settimana lo Stato potrà riprendersi quello che ne resta, sempre che ne resti qualcosa.

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Maria Sandra Martini, l’ostaggio che non fa clamore

15 Aprile 2012 3 commenti
Copio e incollo dal quotidiano on line “La perfetta Letizia” e invito tutti gli amici blogger a ricopiare sui loro siti questo articolo di Paola Bisconti. Il mondo del Blog si è spesso attivato contro tante ingiustizie e contro tante omissioni, continuiamo così!
Da oltre un anno non si sa nulla sulla turista toscana rapita dai terroristi di Al Qaeda

di Paola Bisconti

Nell’oasi di Djanet, nel Sahara, non lontano dalla frontiera con il Niger, è avvenuto l’ennesimo rapimento: il 2 febbraio del 2011 Maria Sandra Martini è stata presa in ostaggio da alcuni uomini armati. Sono 13 mesi che non si conoscono le sorti della turista fiorentina. Ha 54 anni e viveva a San Casciano Val di Pesa dove lavorava presso un agriturismo: era in Africa in vacanza e avrebbe raggiunto degli amici algerini, gestori di una struttura turistica. I concittadini sono vicini ai parenti e sulla facciata di Palazzo Vecchio, nel capoluogo toscano, è stato appeso uno striscione che raffigura Maria Sandra e Rossella Urru.

Giovedi 8 marzo è stato organizzato un “blogging day” per ricordare tutti i 100 ostaggi italiani nel mondo. L’evento era una sorta di provocazione contro i media che non hanno prestato la stessa attenzione che c’è stata per Rossella Urru o altri casi eclatanti. È inconcepibile notare come il clamore mediatico possa incidere sulla liberazione di un sequestrato. La madre Fiammetta, infatti, ha deciso insieme al marito Lido, il figlio Alessio e la sorella Maria Angela di lanciare un nuovo appello. Con una voce debole e interrotta dal pianto chiede il perché di questo rapimento e mostra la speranza di riabbracciare Maria Sandra al più presto.

Andrea Ricciardi, il ministro per la cooperazione internazionale e l’integrazione, si augura di trovare al più presto una soluzione per questo caso e la Farnesina invita i parenti a non preoccuparsi. Le consolazioni, tuttavia, non sono sufficienti per placare i timori dei familiari della vittima. Maria Sandra era in compagnia di una guida turistica e di un cuoco che poi sono stati rilasciati dai rapitori. Aziz, la guida turistica, è stata addirittura arrestata perché ritenuta complice del sequestro. La notizia è stata pubblicata da Anis Rahmani, il direttore del quotidiano “Ennahar”. Ma Kherrani, direttore dell’agenzia turistica presso la quale Aziz ha svolto servizio per 16 anni, si dichiara incredulo.

Qualche settimana dopo il rapimento Al Arabiya, la tv araba, ha ricevuto un audio-messaggio dove Maria Sandra Martini diceva in lingua francese di stare bene. La sua dichiarazione è preceduta dalla voce di un uomo che in arabo afferma di detenere la donna da mercoledì 2 febbraio e che chiede che la donna possa rivolgersi al suo capo di Stato. Un altro messaggio trasmesso a maggio testimonia che la donna è ancora viva.

I terroristi appartengono ad Al Qaeda per il Maghreb islamico, un’organizzazione attiva nel Sahara algerino, dove già avevano rapito altri stranieri. Il gruppo è nato in seguito ad un conflitto tra le forze di sicurezza e i militanti islamici nel nord dell’Algeria, e le autorità li hanno intimiditi costringendoli a spostarsi: i confini ora sono diventati gli scenari perfetti per compiere i sequestri grazie all’assenza di ogni tipo di sorveglianza.

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A parte ciò… madama la Marchesa…

11 Aprile 2012 14 commenti

Il mio inguaribile inveterato ottimismo sta subendo duri colpi. Probabilmente la causa sarà la mia ignoranza sui problemi dell’economia, tuttavia, pur con ogni sforzo, non sono ancora riuscito a comprendere bene come i provvedimenti governativi in atto possano ridare serenità, benessere e lavoro al nostro popolo. Mi guardo infatti intorno, do un’occhiata ai vari mezzi d’informazione, passeggio per le strade, guardo le vetrine dei negozi e mi accorgo che molti commercianti hanno chiuso, che vi sono meno auto in giro per evitare l’enorme aumento dei carburanti, che oltre ventimila aziende sono fallite, che una persona su tre è senza lavoro, che le tasse sono aumentate oltre ogni limite, che le retribuzioni e le pensioni si riducono mentre i prezzi aumentano, che la borsa crolla, che le banche non concedono più prestiti, che i mendicanti sono diventati un esercito, che arrivare con qualche soldo in tasca alla fine del mese è diventato un miraggio… e allora? Cerco di capire e mi studio i provvedimenti in atto. Vediamone qualcuno:

1)      Ritorno della tassa sulla prima casa, 4 per mille, 7,6 per mille sulle seconde case ma con rivalutazione delle rendite catastali fino al 60%.  Cavolo! ma quindi sulla sudatissima casa nostra pagheremo un affitto, e che affitto! ai Comuni e allo Stato?

2)      Sale l’addizionale regionale irpef: l’addizionale regionale Irpef minima salirà dallo 0,9% all’1,23%. Quindi un’ulteriore trattenuta sulla busta paga e sulle pensioni.

3)      Da ottobre aumenta  l’IVA, dal 10 al 12% e dal 21 al 23%: quindi ogni cosa, compresi i generi alimentari, aumenterà di prezzo! (ovviamente stipendi e pensioni resteranno immutati, quindi con sempre minore capacità di acquisto).

4)      Imposta sugli estratti conto C/C: gli estratti conto annuali dei conti correnti bancari postali e rendiconti dei libretti di risparmio restano tassati per 34,20 euro ma solo se la giacenza annua non sia superiore a 5mila euro. In caso contrario, e quindi se abbiamo in banca più di 5.000 euro di risparmio… BUM! a quanto arriverà questa iniqua tassa?

5)      Sarà imposto un tetto agli stipendi della pubblica amministrazione che non possono superare il trattamento economico del primo presidente della Corte di Cassazione (poveretto, è quasi un mendicante), ma per le posizioni apicali possono essere previste delle deroghe (ovviamente!).

6)      Taglio degli stipendi ai parlamentari: se entro il 31 dicembre di quest’anno la commissione guidata dal presidente dell’Istat non avrà terminato il suo dossier sul confronto Ue sugli stipendi dei titolari delle cariche elettive e dei vertici delle pubbliche amministrazioni, il Parlamento e il Governo assumeranno immediate iniziative per il taglio degli stipendi.( a parte il fatto che la commissione ha già dichiarato di non essere in grado di farlo, ci credete?)

7)      Dimezzamento del numero dei parlamentari (ma io direi dimezziamo anche gli oltre centomila politici o politicizzati di Regioni, Provincie, Comuni, Enti pubblici, Responsabili delle USL e così via). Pare tuttavia che quel dimezzamento sia diventato solo riduzione di un terzo e, continuando così, non si farà, forse, mai.

Il problema è che, da ignorante, mi chiedo: se i nostri risparmi svaniscono, i nostri soldi si riducono, le nostre spese diventano minime, la disoccupazione aumenta, i consumi diminuiscono, la recessione aumenta e l’economia crolla, come sarà possibile ridurre il debito pubblico? Stiamo veramente per ritrovarci tutti in mutande come ha fatto la consigliera del Comune di Calenzano nella foto?  Su Facebook ha spiegato: ‘Sono arrabbiata con tutti ma ora attacco questo Governo e questa manovra perché porterà l’Italia in recessione! Doveva essere fatto altro. Evidentemente Monti non è meglio di Berlusconi! Questa manovra sarebbe riuscita a tutti!’

Certo, la speranza è sempre l’ultima a morire… ma temo che la mia sia agonizzante.

A parte ciò, madama la Marchesa, va tutto ben, tutto va ben!

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