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L’Intruso

30 Maggio 2017

Un piccolo “assaggio” da L’Intruso:

«Fuori di qui, corvaccio della malora!» – rantolò il vecchio con voce strozzata – «Chi me l’ha portato qui? Sicuramente quella troia di mia moglie! Buttatelo fuori prima che lo prenda a calci in culo!»

Donna Britta che, seduta in un angolo aveva assistito esterrefatta alla scena, schizzò in piedi e, scusandosi e disperandosi, accompagnò alla porta lo sgomento don Gebhard che con un fazzoletto sdrucito cercava di tamponare il sangue che gli usciva copioso dal naso.

Giunto nei pressi della canonica, don Gebhard sollevò lo sguardo da quello straccio sanguinolento che una volta era stato un fazzoletto e rimase basito; seduta in posa scomposta su di un muricciolo, una bella ragazza bruna esibiva, con indifferenza, uno splendido paio di gambe scoperte fino alle giarrettiere e inguainate in morbide calze di seta.

Incurante del freddo intenso e della sguaiata posizione assunta, la giovane guardava con sfacciataggine negli occhi il vecchio prete con un sorriso ironico sul suo volto angelico.

«Ciao Gebhard, ti stai godendo lo spettacolo? Vedo che nonostante la tua età riesci ancora a eccitarti.»

Il prete sussultò, stordito e disorientato. Si fermò traballando sulle gambe malferme e, cercando di distogliere lo sguardo dalla ragazza, borbottò irritato:

«Mi scusi, chi è lei? E come sa il mio nome? E poi le sembra questo il modo di esibirsi in atteggiamento così indecente davanti a un uomo di  Dio? Si vergogni e mi faccia la cortesia di copr…»

Una risata squillante, sprezzante, e interminabile, gli tolse le parole di bocca; La ragazza rideva con tale gusto da ripiegarsi su se stessa, mentre il divertimento era così sfrenato da farle comparire delle lacrime negli occhi.

«Tu, proprio tu…  saresti un uomo di… quello lassù? Sei proprio comico Gebhard mio! A chi vuoi darla a bere? Percepisco benissimo che ogni muscolo del tuo misero corpo e ogni remoto angolo del tuo vizioso cervello vorrebbero avere vent’anni di meno per potermi saltare addosso e prendermi, qui, al freddo, e su questo muretto stesso. E non far finta di nasconderti dietro quella tonaca, sappiamo entrambi che non conta niente per te. Tu non credi a nulla!»

«L’ho già chiesto e lo ripeto. Chi è lei, e che cosa vuole da me?» – riprese, con accento incollerito, il prete – «E come si permette di parlarmi in questo modo? Si ricomponga e poi… se ne vada al diavolo e mi lasci in pace, perché ho fretta di tornare a casa e alle mie funzioni. È disgustoso il suo modo di esprimersi. Voi giovani non rispettate più nulla e nessuno!»

«Gebhard, Gebhard,» – ripeté blandamente la ragazza con tono ironico – «non fare il “verginello” innocente con me. Ti conosco fin troppo bene, e poi… perché dovrei andare al diavolo? Io sono già qui; sono io quella che tu chiami “il diavolo”.»

«Lei è solo una pazza incosciente e forse ubriaca o drogata! Si ricomponga e se ne vada via subito! Altrimenti salgo in canonica, telefono alla polizia e la faccio arrestare. Mi ha capito!»

«Ah, già, sono davvero contenta. Almeno sei coerente e non mi credi. Tu sei ateo, vecchio mio. Non hai nessuna fede e non l’hai mai avuta. Sei sempre stato una nullità, uno scolaro neghittoso, un pittore fallito, un vizioso, e ti sei fatto prete solo per tua comodità: una casa, uno stipendio, un piatto caldo, e una serie di donnette idiote che ti venivano a raccontare i fatti loro. Cosa che ti faceva molto comodo, no?

«La smetta perdio! Altrimenti io…»

«Adesso bestemmi pure Gebhard caro, o devo chiamarti col nome che ti dette tuo padre? Devo ammettere che così mi piaci di più… Bestemmiare non dovrebbe rientrare nel tuo ruolo… ah, sì, dimenticavo, l’hai già fatto mentre tornavi dalla tua visita al moribondo. Che seccatura quella, vero? E che farsa! Come ti stavi divertendo a recitare le tue prefiche a uso e consumo di quella donnetta idiota. Vedo comunque che tu sei ancora più incredulo di un certo Tommaso che ho conosciuto un tempo. E va bene, non ti chiederò di mettere il dito nelle mie piaghe perché non ne ho, e neanche di metterlo dove… ti piacerebbe vero?» – La donna sghignazzò di gusto. Poi riprese con espressione pietosa – «Uhm, vediamo… non avevi il naso rotto e una dolorosa sciatica fino a un momento fa? Ce l’hai ancora? Ti fanno ancora male?»

Istintivamente, stordito e senza pensare il prete si toccò il naso. Niente sangue e nessun dolore… e la sofferenza alla gamba? Sparita anche quella. Insensibile al vento gelido che continuava a soffiare sentì le ginocchia farsi molli e, mentre un angoscioso terrore lo pervadeva, scivolò a sedere per terra.

Il seguito… lo troverete nel libro, acquistabile qui da Amazon in ebook o in brossura a €.6,50.

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Categorie:cultura Tag:
  1. 11 Giugno 2017 a 11:01 | #1

    @SERGIO SESTOLLA
    Ahahahah! Bellissima.

  2. SERGIO SESTOLLA
    11 Giugno 2017 a 10:26 | #2

    Eh, sì . . . ce ne stanno tanti oggi “poveri preti”!

    Così, tanto per sorridere . . .

    LE NUOVE TENTAZIONI DI . . .

    Lui se ne sta buono buono a
    pregare — son le dieci del mattino –
    seduto su una sedia proprio là,
    bene appartato, in un angolino

    di questa chiesa colma di turisti,
    che vagano ammirando qui le tante
    opere d’arte di eccelsi artisti,
    d’una bellezza assai spesso abbagliante.

    A come son vestite no, non badano
    le giovani turiste belle che
    avanti e indietro vanno, e non indagano
    se turba ciò quel “lui” — un prete è –

    per le lor scollature abbondanti,
    per gli hot pans al culo aderenti,
    per le pancette sporte in avanti
    con gli ombelichini seducenti.

    Il prete abbassa gli occhi — che può fare? —
    e resta fermo mesto a pregare.

    Avremmo, se ci fosse anche il demonio,
    la vecchia scena or qui di nuovo conio

    delle “tentazioni” a S. Antonio.

    (Sergio Sestolla)

  3. sergio
    5 Giugno 2017 a 23:15 | #3

    @giovanna
    Hai indovinato, il titolo è proprio “Il prete e la diavolessa”. Solo che il prete… non è un povero prete, tutt’altro!
    Un bacione :D

  4. giovanna
    5 Giugno 2017 a 18:07 | #4

    E che commenti dovremmo fare? Grrrr questa donna è veramente un diavolo :-D Mi verrebbe quasi voglia di picchiarla io…non si può trattare così un povero prete! :-) scherzi a parte… spero che lo comprino…perchè è davvero intrigante! Un abbraccio Sergio !

  5. 31 Maggio 2017 a 14:39 | #5

    I commenti sono graditi

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