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Lo Stato sociale.

22 Gennaio 2017

Il signor Marchesini aveva lavorato come maestro elementare in quella piccola città per molte generazioni di alunni. Ora, finalmente in pensione, si godeva tranquillamente il sole, prendendosi un aperitivo, comodamente seduto presso uno dei tavolini situati davanti a una caffetteria.

Era particolarmente stimato, da tutti, per la sua vasta cultura, alimentata dalla sua inesauribile passione per la lettura di quasi ogni genere di libri, oltre che per la sua simpatia e affabilità.

«Buongiorno, professò. Posso disturbarla per qualche minuto?»

Alzando gli occhi dal giornale che stava leggendo, il maestro vide, in piedi davanti al suo tavolo, un omone che, con aria imbarazzata rigirava tra le mani il berretto. Lo riconobbe, era Gaspare, un napoletano, ex falegname e ora proprietario di un piccolo mobilificio. Anche Gaspare era stato, un tempo, uno dei suoi alunni, non particolarmente brillante a scuola, ma abile e dotato di notevoli capacità artigianali nella vita.

«Certo, Gaspare, buongiorno a te. Accomodati pure, posso esserti utile in qualche cosa?»

«Ecco, professò, anch’io, come moltissimi altri, sto affrontando parecchie difficoltà in questo momento di crisi dell’economia e… con tutti quei paroloni che dicono alla TV, e che si leggono sui giornali, non ci sto capendo più nulla.»

Così dicendo, Gaspare incastrò il suo abbondante posteriore nella poltroncina di ferro del Bar e, sbottonandosi il colletto della camicia per poter meglio respirare, riprese:

«Professò io tra questi sprid, bond, bund, debiti dello Stato, tasse e controtasse, non riesco a capire cosa sta succedendo e come siamo potuti arrivati a questo punto.  Mi trovo in difficoltà anche a pagare gli stipendi ai miei collaboratori, e non riesco a vendere neanche la metà dei mobili che vendevo solo due anni fa. Lei, che sa sempre tutto, mi può spiegare cosa sta succedendo e cosa si può fare?»

Marchesini, ripiegò con calma, il suo giornale sul tavolino, poi, sorridendo, squadrò il suo interlocutore al di sopra dei suoi antiquati occhiali.

«Posso offrirti qualcosa, Gaspare? Un caffè? Un aperitivo?»

«No, no, grazie professò, non mi serve nulla, non si disturbi.»

«Vedi, amico mio; chiariamo alcune cose: io non so tutto e inoltre non sono un economista, qualcosa tuttavia te la posso dire. Tu quanti figli hai? Quanti siete in famiglia?»

«Io? Sette figli, professò» – rispose, meravigliato e perplesso, il mobiliere – «poi ci sta mia moglie, mio padre e mia madre, che si sono fatti anziani e malaticci, e magari anche mia suocera, che ormai ha oltre novant’anni, ma è sempre una quercia! Ma perché questa domanda, professò?»

«Perché quando si ha una famiglia, un’attività, e dei collaboratori, ci si sforza di mantenere tutto in ordine, di evitare contrasti e ingiustizie, e di difendere i propri familiari e i propri beni. Tu, questo lo fai, giusto?»

«Sì, sì, certamente ma…»

«Aspetta. Certamente tu ti sei anche preoccupato dell’istruzione dei tuoi figlioli, dell’addestramento dei tuoi collaboratori e che tutti quelli che ti circondano, e ai quali vuoi bene, o che, comunque, ti sono utili, stiano in buona salute e che, se occorre, abbiano le cure più adatte. È così?»

«Professò lei mi conosce bene e sa che io…»

«…sei una brava persona. Sì, certo, Gaspare, lo so. Vedi? Tu, io, e molti altri come noi, facciamo in piccolo quello che lo Stato fa in grande.  C’è uno Stato minimo che ha il compito di curare l’ordine, la giustizia e la difesa. Poi c’è lo Stato sociale che deve invece provvedere all’istruzione e alla salute dei cittadini. Mi dirai che non sempre lo fa bene, e questo è vero. Tuttavia i suoi compiti sono questi e, come vedi, sono molto simili ai tuoi.»

«È vero, ripensandoci è proprio vero; però io volevo cercare di capire il motivo di questa crisi, di questo debito pubblico che…»

«Ora ci arriviamo. Gaspare, tu certamente avrai sostenuto molte spese, forse solo in apparenza necessarie, perché sapevi che vi erano certe cose che i tuoi desideravano. Non so, magari quella particolare pelliccia per tua moglie, o il motorino per i tuoi figli, o una bella automobile grande e comoda per la famiglia. I migliori medici e le medicine più costose per chi si ammalava, e probabilmente gli aumenti di stipendio per i tuoi collaboratori più meritevoli o semplicemente per dar loro modo di adeguarsi all’aumentato costo della vita. Inoltre avrai dovuto acquistare macchinari più moderni per migliorare la tua azienda e sostenere la concorrenza, e, dimmi, Gaspare, ce l’hai sempre fatta con i tuoi guadagni soltanto?»

«Beh, spesso sì, però in certe occasioni, e in particolare in questi ultimi tempi, sono dovuto ricorrere alle banche per avere dei prestiti.»

«Li hai ottenuti facilmente? Gratis?»

«No, no, che gratis! Hanno sempre richiesto gli interessi, anzi, ultimamente, hanno fatto mille difficoltà e hanno chiesto interessi maggiori! Mi sono pure inc… innervosito, perché a Bartoloni, quello delle costruzioni, non hanno fatto tante storie e hanno preteso un interesse minore di quello che hanno chiesto a me!»

«Ecco, vedi? La stessa cosa succede per lo Stato, quando il PIL (prodotto interno lordo), o per dirla in modo più semplice e grossolano, quello che si incassa con le tasse non è più sufficiente a ricoprire le spese, si ricorre ai prestiti. Si emettono titoli di stato, i famosi BOT e CCT e si incassa del denaro che poi dovrà essere restituito con gli interessi. Questi titoli oggi li chiamano Bund, un temine inglese, mentre quelli tedeschi li chiamano Bond. Ora, così come a te la banca ha chiesto interessi maggiori di quelli di Bartoloni, che è più ricco di te e quindi può offrire maggiori garanzie, anche per acquistare i titoli italiani chiedono interessi maggiori di quelli che chiedono alla Germania che è più ricca di noi. Lo spread che mi chiedevi tu, che si pronunzia spred, è esattamente la differenza  di interesse in più che i nostri titoli devono pagare, se li vogliamo vendere, rispetto e quelli tedeschi.»

«Ah, ora ho capito professò, ma come siamo arrivati ad avere un debito così alto?»

«Eh, amico mio, le cause sono molte: Inizialmente sembrava che il benessere economico non avesse fine. Ognuno voleva qualcosa di più: l’automobile più grande e importante, i capi di abbigliamento firmati, le vacanze costose all’estero. Poi anche il numero di politici in tutte le amministrazioni è aumentato così come sono aumentati i loro stipendi e i privilegi vari. Il denaro proveniente da tasse e balzelli vari non bastava più e lo Stato è ricorso ai prestiti. Conseguentemente ci sono stati sprechi inutili, pessima amministrazione dello Stato, scarsa produttività, evasione fiscale, bustarelle agli amici degli amici per ottenere benefici e appalti, e chi più ne ha più ne metta. Pensa che oggi l’Italia ha un debito di quasi duemila miliardi di euro e che la nostra percentuale di debito in rapporto col PIL è quasi del 120%, mentre solo una trentina di anni fa, nel 1980 era del 55%.»

«Ho capito professò, insomma siamo proprio inguaiati. Ne verremo fuori?»

«Lo spero tanto, Gaspare, ma se non ci dà una mano il Padreterno la vedo proprio brutta. Se riusciremo, ma solo se riusciremo veramente, ad eliminare migliaia di sprechi , spese pazze e inutili, e  insostenibili situazioni di privilegio; a recuperare le tasse da chi le ha sempre parzialmente evase o non le ha mai pagate, e a ridurre un carico fiscale divenuto insostenibile per quelli che invece hanno fatto sempre il loro dovere, allora forse, ma dico forse, l’economia si potrà riprendere e ci sarà maggior lavoro e meno disoccupati.»

«Che devo dire?» – mormorò Gaspare alzandosi e tendendo la mano  al maestro – «Io la ringrazio. Ora ho le idee più chiare, professò, ma l’animo ancora più scuro!»

«A chi lo dici, amico mio… a chi lo dici!» – sospirò il maestro riprendendo tristemente a leggere il suo giornale.

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  1. sergio
    25 Gennaio 2017 a 13:25 | #1

    @giovanna
    Il formato Kindle si può tranquillamente leggere sul proprio PC o sullo smartphone scaricando gratuitamente l’apposito programma:
    https://www.amazon.it/gp/digital/fiona/kcp-landing-page/ref=sv_kinc_1
    (tra l’altro su Amazon vi sono anche molti libri che puoi scaricare gratuitamente se ti interessano)
    Comunque ora provvedo a inviarti il mio racconto in PDF con una mail :D
    Poi mi fai sapere (se vuoi) se ti è piaciuto.
    Un abbraccio.

  2. giovanna
    24 Gennaio 2017 a 18:43 | #2

    Volevo acquistarlo ma è un formato kindle!! :-( Sei molto più avanti di me ! Sai che l’unica cosa che non mi ha mai attirata è proprio l’e-book? Sarà che sto già così tanto tempo davanti a pc e tablet e cellulare!
    P.S. ha pure ottime recensioni!

  3. sergio
    23 Gennaio 2017 a 0:25 | #3

    Hai perfettamente ragione: spesso, troppo spesso, imputiamo ai politici le stesse scorrettezze e le stesse ingiustizie che pratichiamo anche noi! Chi non ha mai fatto ricorso a prevaricazioni, o a raccomandazioni per ottenere dei privilegi scagli la prima pietra! Anche il ricorso all’amico o all’amica influente per ottenere la promozione del figlio a scuola, o l’inserimento di un parente in un posto di lavoro è un atto disonesto. Solo che non ce ne rendiamo conto, non siamo stati educati alla correttezza. Purtroppo è così. Le persone di cuore che stanno rischiando la propria vita nella speranza di salvare, forse, quella altrui dovrebbero essere l’esempio da seguire per tutti. Purtroppo non è così, e già c’è chi si approfitta della situazione per criticare e raccogliere voti. Che sciacalli!
    Mi fa piacere che il racconto del maestro Marchesini ti sia piaciuto. Se lo gradisci potrei mandarti via email una indagine di cui il maestro è protagonista. Qualche notizia la trovi qui:
    https://www.amazon.it/Delitti-misteriosi-Sergio-Bertoni-ebook/dp/B00F70Y284/ref=sr_1_7?s=books&ie=UTF8&qid=1485127411&sr=1-7&keywords=sergio+bertoni
    Fammi sapere. Un abbraccio.

  4. Giovanna
    22 Gennaio 2017 a 19:38 | #4

    … "facciamo in piccolo quello che lo stato fa in grande" !Il fatto è che in tanti ( forse in troppi), hanno imparato sin troppo bene a farlo! Pure tu Sergio, quante famiglie conoscerai che amministrano la loro famiglia esattamente come lo stato: permettendosi migliaia di sprechi, spese pazze e inutili mentre impiegano tempo e risorse ricercando mille privilegi… disposti a sorvolare sopra tutto e tutti pur di accaparrarsene qualcuno, infischiandosene di doveri e diritti ! Gente che si vanta di evadere e che poi è in prima fila a reclamare un diritto… un aiuto, un’ambulanza che arrivi in tempo, una visita in tempi brevi, un servizio etc etc ! Sono circondata da persone così e mi ci scontro quotidianamente…perchè mentre piangono miseria, eccoli li, girato l’angolo a spendere i loro soldi in giochi d’azzardo…consumazioni al bar, cellulare appena sfornato… mentre i debiti crescono e i mutui non vengono pagati!Io penso che il Padreterno si sia stancato. Sono gli italiani che devono cambiare testa…che soprattutto devono iniziare a vivere anche per gli altri e non solo per se stessi! Che commozione, in questi giorni terribili, vedere tanta brava gente lavorare a rischio della propria vita per salvare altre vite. Li hanno chiamati eroi… ma sono SOLO UOMINI, sono PERSONE di cuore che svolgono il loro lavoro con coraggio, passione e abnegazione! Potremo essere tutti degli eroi…basterebbe vivere onestamente compiendo, nel nostro piccolo, azioni di valore ! Anzi…farlo quotidianamente, pervicacemente, senza essere visti è ancora più eroico! Loro hanno svolto il loro lavoro alla grande, ma ognuno di noi ha il proprio lavoro, magari banale e insignificante, ma farlo bene, farlo per il BENE di qualcun altro sarebbe un ottimo punto di partenza!
    E’ stato piacevolissimo il tuo racconto, quasi quasi stavo per sedermi al tavolino del bar di fianco a voi :-) . Io avrei accettato l’aperitivo che Gaspare ha rfiutato! …e hai spiegato benissimo tutti quegli acronimi :-)

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