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Archivio Novembre 2014

AIUTOOO… mi vogliono vaccinare!

29 Novembre 2014 11 commenti

Da TV e giornali: 2 ottuagenari morti dopo la vaccinazione! 3 morti dopo la vaccinazione! 6 morti dopo la vaccinazione!

Francamente non capisco se dietro a questa infinita serie di notizie terrorizzanti, che ci vengono giornalmente propinate dalla TV o dai giornali, vi siano particolari potenti interessi economici o politici, o si tratti semplicemente di infami disgustose e abbiette persone che si professano giornalisti e che cercano, per i loro sporchi motivi di visibilità, di terrorizzare la gente. Prima hanno iniziato con la imminente fine del mondo, proclamata da un fantomatico calendario Maya, era una evidente bufala e fin qui va bene, si può anche sorridere. Poi durante questa crisi economica che, partendo dall’ America ha contagiato il resto del mondo e l’Europa in particolare, ci hanno detto che stiamo affondando, che tra poco saremo nella miseria più nera e che i nostri figli per trovare il cibo dovranno frugare nei cassonetti della spazzatura. Ovviamente il danno di queste notizie è evidente: anche chi può, e sono ancora moltissimi, non compra e cerca di risparmiare e di conseguenza l’economia va sempre più a rotoli, la produzione ristagna e la disoccupazione cresce. Ma forse questo non bastava, o non era sufficiente e adesso ci terrorizzano con l’ebola o con altre spaventose e sconosciute malattie provenienti dall’Africa. Evidentemente non sono bastati i passati allarmismi sulla mucca pazza, l’aviaria, e altre amenità che ci stanno propinando da anni. Ora si terrorizza il popolo invitandolo subdolamente ad evitare i vaccini. Ci si dimentica quanto i vaccini abbiano salvato migliaia migliaia di vite umane ed evitato di vedere le strade popolate da bambini storpi, perché colpiti dalla poliomielite, così come avveniva un tempo. Che un vaccino, un qualsiasi vaccino, possa arrecare qualche danno ad una o due persone su di 1 milione è cosa nota e risaputa, nessuno è uguale all’altro e qualcuno può anche avere una reazione anafilattica, resta il fatto che migliaia e milioni di persone si sono salvate e si salvano da malattie gravissime proprio grazie ai vaccini! Ci siamo dimenticati gli 8 milioni di morti provocati dall’influenza spagnola nei primi anni del novecento? Ci siamo dimenticati che quando si arriva ad un’età avanzata si muore comunque, e che ogni anno qualche centinaio di anziani muore naturalmente per cause bronchiali o influenzali anche senza essersi sottoposti ad alcun tipo di vaccinazione? Francamente non ne posso più di queste notizie becere, e spesso del tutto false, dalle quali la popolazione non può che ricavare gravissimi danni. Studiate, informatevi, leggete che cosa avveniva prima che i vaccini esistessero, consultatevi con uno o più medici di fiducia e poi prendete responsabilmente le vostre decisioni, e accettatene però le conseguenze che potrebbero essere gravissime anche per i vostri figli.

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Wirton, un poeta che mi piace!

25 Novembre 2014 7 commenti
Wirton Arvel

16 novembre 16.26.34

Oggi ti ho incontrato

Ti ho visto
in quell’uomo un po’ incazzato
e ne ho sorriso

Ti ho intravisto
fra le rughe di una vecchia mamma
e il mio cuore un po’ ne ha pianto

Eri fra i gabbiani bianchi e oro
che volavano sul fiume
e ho sfiorato il cielo

Eri nel tenue verde degli alberi
che tingevano di vita la terra
e ho danzato con il vento

Eri nell’acre odore dell’asfalto
che calpestavo incurante
con i miei piedi da uomo

Eri negli occhi
della donna che amo
e ti ho stretto a me

Mio Dio
oggi ti ho sentito accanto
accanto a me
in questo piccolo mondo

Sentivo la mia anima colmarsi d’amore
come polvere
che brilla in un raggio di sole

~ Oggi ti ho incontrato – 16 novembre 2014

§

(versione inedita e rivisitata, diversa rispetto a quella contenuta in “Vagabondando fra le stelle” http://smarturl.it/stelle)

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Tout passe, tout casse, tout lasse…

8 Novembre 2014 9 commenti

È ben conosciuto il detto che in Italia vi siano più scrittori che lettori. Ciò è parzialmente vero se identifichiamo come “scrittore” chiunque ponga la penna sulla carta, o il dito sulla tastiera, allo scopo di scrivere un racconto, un romanzo, o un qualsiasi impegno di genere letterario. Personalmente ritengo che possa definirsi “scrittore” solo colui che riesce a concepire un’opera che penetra e colpisce l’animo del lettore, aprendogli nuovi scenari, confermandogli di non essere l’unico a provare certe sensazioni, circondandolo e accarezzandolo con la consapevolezza di non essere la sola persona ad essere afflitta da certi dubbi, da certi timori, da certi tragici e spesso devastanti avvenimenti della vita, ma di far parte di una dolorosa e numerosa umanità che condivide le medesime emozioni. Altra caratteristica dello “scrittore” è quella di trasmettere, consapevolmente o meno, nella propria opera la parte più intima e profonda del suo pensiero, delle sue sensazioni e della propria vita. È una specie di involontaria confessione: un’apertura inconscia ai personali sentimenti e alle sensazioni più profonde, un discorso che l’autore affida alla scrittura e che, probabilmente, non sarebbe mai stato in grado, o non avrebbe mai voluto, confidare in voce a nessuno. La lettura delle opere di “questi” scrittori non è mai facile: interi paragrafi o intere pagine devono essere letti riletti e approfonditi, si devono gustare e meditare fino a comprenderne l’essenza e a farli propri. “Le nuvole non si fermano mai” mi ha impegnato nella lettura per diverso tempo, lettura che si è conclusa verso le quattro di questa notte. Conclusa la lettura, ma non la riflessione che sicuramente mi indurrà a rileggere e meditare interi capitoli. La composizione del romanzo è inusuale: un romanzo che racconta un altro romanzo, una donna che narra se stessa, le proprie esperienze, i propri timori, e nel contempo le vicissitudini della protagonista del suo romanzo; due persone che in definitiva rappresentano lo sdoppiamento della stessa persona, gravata dal peso delle incomprensioni, delle sofferenze, delle malattie e dei dubbi esistenziali che sono spesso la caratteristica di un’intera umanità. “Gott ist tot” Dio è morto, affermava Friedrich Nietzsche, e questa constatazione ha scavato un immenso solco nelle tradizioni consolatorie che per millenni hanno pervaso le civiltà occidentali (e non solo). Se Dio è morto, ossia se Dio non esiste, allora non esiste uno scopo nella nostra vita, una speranza di vita futura, una conservazione della memoria individuale o di quella storica della nostra razza. Tutto è vano, si ingigantisce la paura della morte come conclusione definitiva di ogni cosa, e la scomparsa di una persona cara: una madre, un figlio, crea un vuoto perenne nella nostra vita, un vuoto difficile da colmare o da seppellire rifugiandosi in altri affetti o in altre partecipazioni. Ma questa è solo una sensazione, un semplice assaggio dei numerosi temi trattati nel romanzo: le ipocrisie, le invidie, il retaggio di antichi aforismi conseguenti ad una società patriarcale ottusa e prepotente; inamovibili sentenze su ciò che è normale e morale, e su ciò che invece non lo è, talmente inculcate nella mentalità di alcune persone al punto da creare insanabili fratture anche tra l’amore che una madre deve avere verso il proprio figlio. C’è, tuttavia, un elemento che occhieggia, quasi nascosto, tra le pagine del libro e che ristora con un soffio catartico le impressioni del lettore: è l’amore, quell’amore possente e prorompente che infrange e supera sia le tradizioni che le barriere, l’amore e la complicità di una persona verso un’altra persona, quella capacità di empatia e di condivisione che lega indissolubilmente due esseri e che consente loro di affrontare l’esistenza con rinnovata fiducia anche se questa non potrà dare una risposta definitiva ai loro problemi esistenziali. “Le nuvole non si fermano mai” un libro di una grande scrittrice, vera perla rara nel grande universo di coloro che riversano sulla carta, o sui file di un computer, i pensieri che affollano le loro menti.

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