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Archivio Luglio 2014

Io-ci-sto!

25 Luglio 2014 6 commenti
Azionariato popolare: si parte, anzi si riparte dalla base, dai cittadini, dal popolo tutto; giovani e meno giovani, con entusiasmo, con allegria. Sarà questa la prima pietra per la rinascita della cultura, del lavoro, dell’entusiasmo e della gioia di vivere per guardare con fiducia il futuro? A Napoli ci stiamo provando, senza attendere che le cose ci piovano dal cielo, o dal governo, o dalle istituzioni, o dai grandi enti. E da voi?
http://youtu.be/UhQUw9PgJ0w
Inaugurazione “Io ci sto” servizio di Valeria Aiello
(cliccare sul link per vedere il video)
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Giornali e giornalismo.

9 Luglio 2014 6 commenti

Ho fatto per sufficiente tempo la “giornalista” per capire che in Italia [salvo le solite eccezioni] Giornali & Giornalisti non sono un granché. Il “comandante in capo” (chiamatelo Direttore o come vi piace) di un Giornale strizza l’occhio ai potentati economici e detta la LINEA EDITORIALE, e i giornalisti eseguono.
In Italia la figura del FREE LANCE è = lo sfigato.
E oggi vogliamo fare un bel pianto di Coccodrillo sui giornali che chiudono?
Tanto le uova nessuno le incarta più, ora te le vendono nelle scatoline di plastica, quindi…
I giornali chiudono? Leggiamo altro. I Giornalisti sono senza lavoro? E perché fino a oggi hanno taciuto lo schifo che passava loro sotto gli occhi?
Perché non sono scesi in piazza per i colleghi precari, quelli sfruttati a 5 euro al pezzo?
Chiude un Giornale e viene meno la tua libertà di conoscere? Forse, in un Paese “normale”, non in questo.
F.P.M.

minimaetmoralia.it
Sergio Bertoni:
Ho letto con attenzione, l’articolo di Christian Raimo, ricco di tristezza e di luci ed ombre. Una cosa è certa: quella che essenzialmente sta morendo nel nostro paese è la cultura. Chiudono le librerie e chiudono i giornali. È vero, molti di questi sono giornali di partito o di scarso peso, che molto poco hanno inciso nella propagazione di idee o di fatti. Alcuni sono del tutto sconosciuti al pubblico. Altri, di tipo politico, come l’Unità o Paese Sera, hanno rappresentato per anni una pietra miliare nell’animo dei loro fedelissimi. È fuor di dubbio che la maggior parte dei giornali politici sia andata avanti per anni grazie alle sovvenzioni dello Stato, ma è anche vero che, comunque, quello che sta avvenendo è un ulteriore gravissimo “vulnus” all’informazione. È altrettanto vero che, purtroppo, il giornalismo in Italia non è più quello che fu un tempo: spariti o quasi i grandi nomi del giornalismo: Scarfoglio, Serao, Salvemini, Calamandrei, Barzini, Brera, Buzzati, Cederna, Fraccaroli, Guerriero, Longanesi, Malaparte, Missiroli, Montanelli, Fallaci, Mosca, Vergani, etc. molti si sono dedicati al semplice mestiere di pennivendoli riportando senza alcuna ricerca specifica solo e soltanto le notizie riportate dall’Ansa o quelle gradite al “padrone”. Che la libera informazione giornalistica in Italia sia ormai tra gli ultimi posti nei paesi civilizzati è cosa nota. Basti pensare che nel 1959 vi erano oltre 100 testate di quotidiani mentre oggi, a stento, bastano le dita delle mani. Vi è, per contro, una grande ridondante abbondanza di riviste e rivistucole, finanziate per il 99%, da inserti pubblicitari, e praticamente carenti di qualsiasi informazione utile e di valore. Auguriamoci (ma ho poche speranze) che si tratti solo di una fase transitoria dovuta a questo lungo, lunghissimo periodo di sostanziale crisi economica, e che l’Italia possa un giorno tornare ai fasti dei grandi giornalisti del passato.
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