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Archivio Aprile 2014

Parità tra donna e uomo?

28 Aprile 2014 2 commenti

Un mio amico virtuale, il cui nome è Wirton Arvel, oltre ad essere uno splendido poeta, è anche un attento osservatore della società che commenta con amare considerazioni. Eccole:

La parità fra uomini e donne nella lingua italiana:

“Un cortigiano: un uomo che vive a corte
Una cortigiana: una mignotta

Un massaggiatore: uno uomo che fa massaggi terapeutici o sportivi
Una massaggiatrice: una mignotta

Un professionista: un uomo che esercita una professione
Una professionista: una mignotta

Un uomo di strada: un uomo duro
Una donna di strada: una mignotta

Un uomo senza morale: un arrivista
Una donna senza morale: una mignotta

Un uomo pubblico: un uomo famoso, in vista
Una donna pubblica: una mignotta

Un uomo facile: un uomo con il quale è facile trattare
Una donna facile: una mignotta

Un intrattenitore: un uomo socievole, un affabulatore
Una intrattenitrice: una mignotta

Un adescatore: un imbroglione
Un’adescatrice: una mignotta

Un uomo molto disponibile: un uomo gentile
Una donna molto disponibile: una mignotta” *

[* questi alcuni esempi trovati in rete leggermente riadattati]

Molti credono che la parità fra uomini e donne sia ormai raggiunta, ma lo è davvero?

Non basta forse la breve lista di parole appena esposta per renderci conto che non è così?

Io credo fermamente che la parità fra uomini e donne sia una questione soprattutto culturale e non ci sarà veramente finché puttana e playboy non saranno sinonimi nei dizionari che usiamo, nei libri che leggiamo e nei discorsi facciamo.

In quanto esseri parlanti che pensiamo, ragioniamo e ci rendiamo conto di esistere attraverso il linguaggio ovvero attraverso pensieri fatti di parole, è attraverso le parole che dobbiamo elevarci, assimilandole leggendo, conoscendole interrogandoci e applicandole interagendo, per rendere il mondo migliore delle nostre stesse parole che usiamo per rappresentarlo.

La servitù delle donne è un vecchio libro di John Stuart Mill, purtroppo però ancora molto di attualità, anche se per fortuna in alcuni Paesi meno…
e che secondo me tutti dovrebbero aver letto, soprattutto le donne, in quanto madri e prime educatrici delle nuove generazioni, soprattutto gli uomini in quanto figli di una donna, prima che amanti ed eventualmente padri.

La cosa che mi piace di più di questo libro è che è stato scritto da un uomo!

– Wirton Arvel

? ? http://smarturl.it/Kentauron-Women

?#?ebook? ?#?kindlebooks? disponibile in varie edizioni mono e bilingue.

Nota: Per chi non ha un ?#?kindle? per leggere gli ebook Amazon, ci sono le http://smarturl.it/KindleApps

La parità fra uomini e donne nella lingua italiana:</p>
<p>"Un cortigiano: un uomo che vive a corte<br />
Una cortigiana: una mignotta</p>
<p>Un massaggiatore: uno uomo che fa massaggi terapeutici o sportivi<br />
Una massaggiatrice: una mignotta</p>
<p>Un professionista: un uomo che esercita una professione<br />
Una professionista: una mignotta</p>
<p>Un uomo di strada: un uomo duro<br />
Una donna di strada: una mignotta</p>
<p>Un uomo senza morale: un arrivista<br />
Una donna senza morale: una mignotta</p>
<p>Un uomo pubblico: un uomo famoso, in vista<br />
Una donna pubblica: una mignotta</p>
<p>Un uomo facile: un uomo con il quale è facile trattare<br />
Una donna facile: una mignotta</p>
<p>Un intrattenitore: un uomo socievole, un affabulatore<br />
Una intrattenitrice: una mignotta</p>
<p>Un adescatore: un imbroglione<br />
Un'adescatrice: una mignotta</p>
<p>Un uomo molto disponibile: un uomo gentile<br />
Una donna molto disponibile: una mignotta" * </p>
<p>[* questi alcuni esempi trovati in rete leggermente riadattati]</p>
<p>Molti credono che la parità fra uomini e donne sia ormai raggiunta, ma lo è davvero?</p>
<p>Non basta forse la breve lista di parole appena esposta per renderci conto che non è così?</p>
<p>Io credo fermamente che la parità fra uomini e donne sia una questione soprattutto culturale e non ci sarà veramente finché puttana e playboy non saranno sinonimi nei dizionari che usiamo, nei libri che leggiamo e nei discorsi facciamo.</p>
<p>In quanto esseri parlanti che pensiamo, ragioniamo e ci rendiamo conto di esistere attraverso il linguaggio ovvero attraverso pensieri fatti di parole, è attraverso le parole che dobbiamo elevarci, assimilandole leggendo, conoscendole interrogandoci e applicandole interagendo, per rendere il mondo migliore delle nostre stesse parole che usiamo per rappresentarlo.</p>
<p>La servitù delle donne è un vecchio libro di John Stuart Mill, purtroppo però ancora molto di attualità, anche se per fortuna in alcuni Paesi meno...<br />
..e che secondo me tutti dovrebbero aver letto, soprattutto le donne, in quanto madri e prime educatrici delle nuove generazioni, soprattutto gli uomini in quanto figli di una donna, prima che amanti ed eventualmente padri.</p>
<p>La cosa che mi piace di più di questo libro è che è stato scritto da un uomo!</p>
<p>-- Wirton Arvel</p>
<p>? ? http://smarturl.it/Kentauron-Women</p>
<p>#ebook #kindlebooks disponibile in varie edizioni mono e bilingue.</p>
<p>Nota: Per chi non ha un #kindle per leggere gli ebook Amazon, ci sono le http://smarturl.it/KindleApps

 
Categorie:Argomenti vari, Società Tag:

Pubblicità molesta

16 Aprile 2014 7 commenti

Stai gustando un succulento pranzetto, oppure stai facendo la doccia; nel peggiore dei casi hai appena preso sonno per la “pennichella” pomeridiana ed ecco… ZAC, il fastidioso e inopportuno squillo del telefono. Ti precipiti (mioddio, cos’è successo? qualcosa di urgente, una disgrazia?) incespichi, eviti a stento di cadere, ti ricopri alla bene e meglio perchè sei uscito, ancora bagnato dalla doccia e… ti giunge la solita vocetta querula e fastidiosa della operatrice di una delle tante (troppe) compagnie telefoniche che non solo ti propone le loro ultime convenientissime (sì, col cavolo!) campagne pubblicitarie, ma inoltre si impiccia dei fatti tuoi e pretende di sapere con chi sei abbonato e quanto paghi. Tra poco vorranno anche sapere se sei gay o bisex e se hai, o meno, una o più amanti!

Da quasi due anni sono iscritto al Registro delle opposizioni che, teoricamente, dovrebbe evitarti queste seccature. Macchè. Non serve a nulla, anche se lo ripeti cento volte alla fastidiosa vocetta che, con la media di una o due volte il giorno, ti affligge con le sue richieste, non ottieni alcun risultato. La più fastidiosa, noiosa e petulante è l’ex compagnia telefonica nazionale! Uno strazio continuo e ripetuto al di là di ogni e qualsiasi sopportazione!

Se poi cerchi uno svago in Internet, e sbarchi in qualche social network, anche lì la pubblicità molesta tra prendendo piede in modo dirompente. E non bastano le aziende e le ditte, ci si mettono pure i privati e, in particolare gli aspiranti scrittori che, in qualche strano e misterioso modo sono entrati in possesso della tua casella e-mail!

Basti pensare, ad esempio, a tutta quella gente che, sempre in maggior numero, si illude di essere diventata lo scrittore best seller dell’anno e che, credendo o sperando di farsi pubblicità, ti assilla con frasi tipo: “compra il mio libro! è bellissimo! se io partecipassi ad un concorso sarei senza dubbio il mumero uno!” e poi te ne danno un saggio di poche righe dove il numero degli errori, e degli orrori,supera quello delle parole. Ragazzi, datevi una calmata, bastano le vostre frasi per farmi passare ogni e qualsiasi voglia di acquisto… e poi, non sapete che chi si loda s’imbroda? state diventando più noiosi di quegli idioti che telefonano ogni dieci minuti per venderti qualcosa!

Avremo mai un po’ di pace?

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Venere allo specchio.

3 Aprile 2014 3 commenti

http://www.amazon.it/Venus-at-Mirror-Michael-Tangherlini-ebook/dp/B00HSRBHXC/ref=cm_cr-mr-img

(romanzo scaricabile gratuitamente in e-book da Amazon libri)

Una laconica ma corretta sinossi, ci descrive inizialmente il personaggio narrante con queste parole: “Mi chiamo Lillian Edgecombe, e non sono umana.”. Il pensiero del lettore immagina subito di essere in procinto di leggere un romanzo di fantascienza che tratti di extraterrestri; non è così: questo libro appartiene a un genere del tutto diverso che mi riesce difficile inquadrare in uno dei tanti contesti ai quali siamo abituati. La tipologia testuale non appartiene neppure alla fantasy, al mito, all’epica, al poliziesco o ad altri generi consimili.
La narrazione ha, fin dall’inizio, un effetto di straniamento brecthiano: ci troviamo di fronte a una giovane femmina “morfa” che ci introduce nel racconto di una parte della propria travagliata e complessa esistenza. Appare evidente che la protagonista, abile musicista e cantante, è apparentemente un animale, e più precisamente un tasso, dalle sviluppatissime caratteristiche antropomorfe (da qui probabilmente i termini: morfo, morfa e morfi, utilizzati dallo scrittore) che vive e lavora a Londra ove, insieme con i cosiddetti esseri umani, si trovano numerosissimi altri “morfi” con peculiarità fisiche geneticamente derivanti da gatti, cani, tigri, e svariati altri animali.
In alcuni romanzi di fantascienza (e si potrebbe anche citare la famosa “fattoria degli animali” di Orwel), si parla di eventi del genere quale frutto di esperimenti scientifici posti in un lontano futuro o in mondi di fantasia, ma non in questo libro. Qui il lettore apprende con stupore di trovarsi nella Londra dei giorni nostri, come si evince dalla presenza di capi di Stato come Cameron in Inghilterra o di Putin in Russia, inoltre i “morfi” non sembrano derivare da esperimenti di laboratorio. Non voglio entrare in altri particolari per non togliere al lettore il piacere di scoprire da solo molti elementi, dirò solo che secondo il mio parere, e la mia personale interpretazione, ci troviamo di fronte a una sofferta e interessante narrazione allegorica, tesa a denunziare l’ignoranza, la malvagità e i razzismo dei tempi nostri nei confronti dei diversi, siano essi anche semplicemente caratterizzati da un differente colore della pelle o da altre caratteristiche sia fisiche sia comportamentali o religiose.
Molti i refusi presenti in questo volume, ma la cosa particolarmente irritante è l’incongruo e incomprensibile passaggio, in diverse occasioni, dalla narrazione in prima persona a quella in terza persona. Tutti difetti che una maggiore attenzione e la supervisione di un esperto avrebbe potuto facilmente evitare. Se non si considerano queste pur gravi pecche, non si può non riconoscere di trovarsi di fronte ad un’opera di notevole spessore ed interesse, ricca di indimenticabili elementi di vita vera che ci costringono a riflettere. Interessante poi notare come i paesi, tutto sommato, che lo scrittore ritiene più tolleranti e liberali siano quelli latini mentre i paesi slavi e quelli anglosassoni non sembrano brillare per civiltà e comprensione.

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