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Archivio Gennaio 2014

Due risate?

21 Gennaio 2014 4 commenti

Stralcio:
Come in ogni grande azienda, anche alla CI.TRAL. fioriva il piccolo commercio tra i lavoratori; Mimì e Cocò, dell’ufficio economato, in occasione delle festività si erano specializzati nella vendita di dolcini artigianali e di fichi secchi. Altri, arrotondavano lo stipendio con la compravendita di monili e chincaglieria varia, autoprodotta o acquistata in occasione di svendite o di chiusura di negozi. Il ragioniere Gramaglia aveva invece scovato la sua grande occasione: un suo parente importava all’ingrosso, da una rinomata fabbrica cinese, cravatte di seta di ottima fattura. Le cravatte, acquistate a bassissimo prezzo e prive di etichetta, erano poi rivendute alle ditte che provvedevano ad applicare il loro contrassegno e a rifornire i dettaglianti che le immettevano sul mercato a prezzi molto superiori a quelli di origine. Alfonso Gramaglia era riuscito a convincere il parente a fornirgli alcuni lotti di dieci confezioni al prezzo di soli cinquanta euro ciascuno. Ogni cravatta, che a lui era costata solo cinque euro, era facilmente rivenduta al prezzo di trenta ai colleghi, per due motivi molto validi: il primo era il costo, notevolmente inferiore a quello praticato nei negozi, il secondo era che in azienda quasi nessuno, anche il più scettico e razionale, aveva il coraggio di inimicarsi una persona la cui fama di menagramo era ben nota
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Pietro… Virgilio… Archimede…

12 Gennaio 2014 Nessun commento

Strano il mistero che avvolge certe tombe. A Roma, nel sottosuolo della basilica di S. Pietro sono stati trovati alcuni frammenti di ossa che, si ritiene, appartengano al famoso discepolo di Gesù. Sarà vero? Probabilmente non saremo mai in grado di saperlo. A Napoli, nel Parco Vergiliano di Piedigrotta, si trova, vicino a quella di Giacomo Leopardi, la cosiddetta tomba di Virgilio: un loculo vuoto di epoca romanica sulla cui autenticità di attribuzione continuano a sussistere controversie e dubbi. A Siracusa, nella parte alta della città (epipoli) si trovava, secondo Cicerone, la tomba di Archimede. Oggi, quella che nel parco archeologico viene indicata come la tomba dello scienziato, è invece un colombario romano di epoca successiva a quella del decesso del grande studioso. Molti anni addietro ero andato a trovare un amico a Siracusa, e questi mi condusse a visitare la zona archeologica e le imponenti rovine del castello Eurialo, una fortezza voluta dal re Dionigi quasi duemilatrecento anni fa. Parlammo di questa antica città già popolata in epoca preistorica dai popoli Sicani e, successivamente dai Siculi che probabilmente le dettero il nome di Sùraca, derivante dalla presenza di diversi fiumi. Colonizzata da guerrieri greci, provenienti da Corinto, settecento anni prima di Cristo, Siracusa divenne in breve una delle più potenti città della Sicilia. Nell’osservare le rovine del teatro greco, e una serie di ruderi antichi assolutamente trascurati, e ricoperti da erbacce, il mio amico, siracusano doc, mi mostrò una serie di loculi funerari tra cui quello attribuito erroneamente ad Archimede, e ben diverso dalla tomba individuata da Cicerone della quale si è persa ogni traccia. Con orgoglio mi parlò delle incredibili opere belliche realizzate da Archimede per difendere la città dall’assedio dei romani: baliste, catapulte, scorpioni, gru gigantesche che sollevavano e distruggevano le navi nemiche, specchi ustori che le incendiavano a distanza, e tutto questo grazie a un uomo di scienza, di oltre settant’anni , che nell’immaginario collettivo e secondo le mie vaghe reminiscenze scolastiche, non avrebbe dovuto avere alcuna conoscenza delle arti belliche. Immaginai allora, e ne ebbi conferma da ricerche effettuate in seguito, che anche i grandi filosofi e scienziati dell’epoca, da Archita di Taranto a Platone e forse anche Aristotele, maestro e precettore di Alessandro Magno, fossero uomini esperti nelle arti militari e combattenti loro stessi. Da qui, approfondendo i miei studi, e scoprendo che poco o nulla si conosce della vita di una delle più fertili e acute menti dell’antichità, la mia idea di romanzarne la vita e le opere in un racconto di fantasia, ma ricco di elementi reali e storici: Cleoth e Arkh.

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