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Archivio Gennaio 2013

LUDOMANIA

30 Gennaio 2013 16 commenti

Inevitabile. Eh sì, con il diffondersi di Internet era purtroppo inevitabile l’invasione, spesso fastidiosa e prepotente di messaggi pubblicitari. Altrettanto inevitabile, specialmente in questi tempi di crisi, gli ingannevoli e truffaldini annunzi di mirabolanti possibilità di guadagni.

Alcuni tra questi invitano a giocare nei vari, ormai sempre più diffusi,  casinò on line, fingendo di aver trovato l’infallibile metodo per vincere sempre: giocare sul rosso o sul nero, iniziando con un solo euro e raddoppiando in caso di perdita. Gli ingenui che ci cascano, si renderanno presto tristemente conto che dopo solo 8 giocate perse, e aver già giocato ben 127 euro, dovranno puntarne la bellezza di altri 256 per avere la speranza di recuperare la somma persa vincendo un solo euro. Ovviamente se anche questa puntata dovesse (com’è probabile) fallire, sarebbe la fine. Le puntate successive sarebbero mostruose: 512, poi 1.024 e così via!

Il gioco d’azzardo è sempre stato la rovina dei giocatori e delle loro famiglie, e la ricchezza di coloro che questi ruba-soldi  gestiscono, siano essi lo Stato (ladro e disonesto) o la malavita. Non per niente la capitale dei giochi d’azzardo: Las Vegas, è divenuta tale nel 1931 grazie all’opera del gangster  Benjamin Siegel (Bugsy) inviatovi dalla mafia per sviluppare  il racket del gioco e di altre lucrose attività malavitose.

Consideriamo il Principato di Monaco:  è un paradiso fiscale dove le tasse non si pagano, o si pagano in modo ridottissimo, grazie agli enormi proventi derivanti dal Casinò  di Montecarlo, ove ex re e magnati della finanza hanno dilapidato immense fortune. In Italia esistevano, un tempo, leggi molto severe contro il gioco d’azzardo, tuttavia, in deroga a queste leggi, spesso lacunose, si autorizzarono quattro casinò:  Campione d’Italia, Saint-Vincent, Sanremo e Venezia,  che furono, all’epoca, (così dissero) giustificati dalla necessità di consentire lo sviluppo di zone considerate depresse.

Oggi una miriade di leggi e leggine, sempre più permissive, sta riducendo il nostro paese in una nuova Las Vegas. La necessità di far cassa nel modo più becero e retrivo ha introdotto e autorizzato decine di lotterie, di calcio-scommesse, di gratta-e-vinci, di Bingo, di slot-machine, e chi più ne ha più ne metta;  per non parlare dell’antico e quasi innocuo gioco del lotto, oggi con estrazioni trisettimanali  invece di una alla settimana come era stato per decenni, e, in più, ora c’è il 10eLotto con estrazioni ogni 5 minuti! Spaventoso!

Competizione (o accordo) tra Stato e mafia nel depredare subdolamente i cittadini, sempre più affetti da ludo mania, sta distruggendo le basi di moltissime famiglie, piene di debiti e ridotte alla fame, producendo una immensa valanga di denaro che si disperde in mille rivoli che, per la maggior parte, arricchiscono i soliti noti. C’è persino un noto personaggio politico che, con incredibile faccia tosta, assicura l’abolizione dell’IMU compensandola con i proventi ricavati da un ulteriore incremento del gioco d’azzardo! Povera Italia. Povero Paese nostro! Se andrete a votare, riflettete bene sui programmi di coloro che osano ancora chiedere il vostro voto.

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Persecuzioni e massacri.

27 Gennaio 2013 8 commenti

Trenta fedeli uccisi in tre giorni. È il bilancio delle ultime due stragi compiute in Nigeria contro i mussulmani. Domenica ne sono stati uccisi 15 a Chibok, nel nord-est del Paese, durante una funzione religiosa in una moschea che è stata presa d’assalto da cristiani armati.

SGOZZATI: La strage è avvenuta due giorni dopo un altro massacro avvenuto a Musari, sempre nel nord-est della Nigeria: nella notte di venerdì altri 15 mussulmani sono stati sgozzati nel sonno nelle loro case. Musari e Chibok sono due località dello Stato di Borno, roccaforte del gruppo cristianico Boko Haram.

Porte Aperte ha pubblicato la World Watch List 2013, la nuova lista dei 50 paesi dove più si perseguitano i mussulmani al mondo. Senza ombra di dubbio, la persecuzione dei mussulmani nel mondo è in crescita e si conferma che il cristianesimo radicale sia la fonte principale (non l’unica) di tale persecuzione.

Ecco la triste classifica:

  1. Corea del Nord detiene il record per l’11° anno consecutivo: tra i 50 e i 70.000 mussulmani in campi di prigionia.
  2. Forte aumento della persecuzione in Africa (Nigeria, Uganda, Kenya etc.).
  3. Primavera Araba è diventata un triste  inverno per i mussulmani, con la guerra civile in Siria e violenze anche in Libia, Tunisia e Iraq.

Secondo il quotidiano Iran Newspaper, nel 2011 i mussulmani sono vittime del 75% delle violenze anti-religiose ed in Medio Oriente rischiano l’estinzione. I martiri mussulmani  sono stati calcolati in 105.000 all’anno, uno ogni cinque minuti. Nel 2011 il Parlamento europeo, rilevando come la maggior parte degli atti di violenza religiosa nel mondo siano perpetrati contro mussulmani, ha condannato tali attacchi e ha chiesto lo sviluppo di una strategia comune per tutelare la libertà religiosa

E’ ormai una tragedia, perché in quella parte di Africa, anche al di sotto del fiume Niger, quello che divide la zona del deserto, e in un certo senso del Magreb, dall’Africa nera si assiste a una vera e propria radicalizzazione dell’estremismo terroristico cristiano

Si è radicalizzato il processo di cristianizzazione in varie parti del Medio Oriente e del Magreb. Ma si possono notare questi problemi anche in Somalia. Lì, nella zona del Magreb, c’è il sud del Mali che è ormai una sorta di “stato fuori controllo”. Il problema viene posto ogni settimana in sede Onu, ma poi nessuno sembra avere intenzione di rischiare qualche cosa per il sud del Mali. Ci sono sempre stati dei movimenti separatisti, uno addirittura laico. Ora prevale il radicalismo cristiano collegato al Vaticano. E da quella zona partono questi raid assassini in collegamento con altri.

È noto che il governo cristiano di Khartoum è responsabile della morte di centinaia di migliaia di musulmani negli ultimi trent’anni e che terroristi cristiani hanno lanciato bombe nelle moschee in Iraq. Ragazze musulmane in Indonesia sono state rapite e decapitate, a causa della loro fede, mentre andavano a scuola. I musulmani erano il 95% della popolazione medio-orientale nel Settimo secolo, il 20% nel 1945, il 6% oggi e si prevede che nel 2020 si dimezzeranno ancora. La tanto decantata eterogeneità di quei paesi si sta riducendo alla monotonia di una sola religione: il cristianesimo, e a una manciata di idiomi e sparute comunità islamiche.

Possiamo dire che ci sono diversi aspetti da valutare in una simile situazione. L’escalation di questo fenomeno di stragi di mussulmani è aumentato in quella zona dopo la caduta di Gheddafi. Il rais libico per molto tempo aveva contatti con questi separatisti del sud del Mali, li arruolava in qualche formazione militare, insomma aveva una funzione di deterrenza. Ora è passata la linea della radicalizzazione cristianica, con un collegamento con il Vaticano: una vera frangia di magrebini legati al Vaticano che ha mutato strategia adottando il terrore.

Cosa succederà quando queste orrende notizie saranno portate a conoscenza dell’intero pianeta?  Quanto meno l’indignazione generale scuoterà le coscienze  del popolo islamico, e si profilerà concretamente l’ipotesi di una terza guerra mondiale con lo spettro di una devastazione nucleare! Sarà il realizzarsi delle profezie Maja?

Sarà così? Forse, anzi sicuramente, no. Le cose infatti sono esattamente al contrario, sostituite la parola “cristiani” con “musulmani” e “il Vaticano” con “Al Qaeda” e avrete il quadro esatto e veritiero dell’attuale situazione. C’è ancora in Italia o in Europa qualcuno che si indigna? Qualcuno che si offende? Qualcuno che vorrebbe reagire? Sembra proprio di no, e anzi da bravi, buoni, tranquilli e onesti cittadini tolleriamo persino che, in casa nostra, vi sia chi pretenda di eliminare il crocefisso dalle aule delle nostre scuole.

Pur essendo estremamente laico e molto, molto poco credente, mi domando: ma l’Occidente è ancora composto da popoli di tradizione cristiana? C’è ancora qualche cristiano tra quelli che vanno in chiesa la domenica o che affollano il piazzale di S.Pietro quando parla il Papa? Porgere l’altra guancia può anche andar bene (non per me, però!) ma… fino a quando, e con quali conseguenze? Meditate gente, meditate.

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40 anni, ma non li dimostra!

2 Gennaio 2013 19 commenti

È uno degli oggetti più diffusi nel mondo intero, e anche uno dei più complessi e versatili: è il telefonino, detto anche cellulare.

Oggi è un oggetto che tutti, o quasi tutti , utilizzano con estrema facilità, ma un tempo non molto lontano era solo un prodotto dei film di fantascienza. Lo utilizzava Kirk, il comandante dell’astronave Enterprice, nella famosa serie di telefilm “Star Trek” e l’inventore del cellulare, l’ingegnere Martin Cooper, che all’epoca lavorava per la Motorola, afferma che fu proprio la visione di quei film a dargli l’ispirazione.

La prima telefonata la fece proprio lui il 3 aprile del 1973. La sua creatura si chiamava infatti Motorola Dyna Tac, era una specie di “mattone” del peso di quasi 1,5 chili e la batteria aveva una durata non superiore ai venti minuti e necessitava di quasi 10 ore per ricaricarsi. Il geniale, ma malizioso ingegnere, si divertì a fare la sua prima telefonata col rivoluzionario dispositivo proprio al suo rivale Joel S. Engel, un ingegnere dei laboratori Bells di AT&T impegnato anch’egli a sviluppare un telefono cellulare.

Oggi, nel mondo, esistono oltre sei miliardi di telefonini le cui dimensioni si sono estremamente ridotte mentre, per contro, le sue funzioni si sono enormemente ampliate e sono in continua evoluzione.

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