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Archivio Luglio 2012

Esistiamo ancora? E per quanto?

24 Luglio 2012 12 commenti

Lo scorso anno c’è stata un’autorevole rivista americana, il “Time Magazine” che ha riportato un’immagine del mondo dal quale era stata cancellata l’Europa. Questo perché, dal confronto tra la situazione economica e demografica dell’Europa di cento anni fa e quella attuale, risulta una situazione gravemente in discesa che fa prevedere delle possibilità molto scarse di miglioramento.  Uno dei fattori più preoccupanti è quello demografico, costantemente in calo.  L’Italia, in particolare, ha uno dei tassi di natalità tra i più bassi del mondo:  1,34% contro quel  2,1% che è considerato il minimo, non per crescere, ma solo per mantenere l’equilibrio. Se le cose continueranno così, in brevissimo tempo, entro venti o trenta anni la popolazione autoctona italiana diverrà minoranza.  Sotto il profilo economico l’Europa sarà sempre più sotto lo strapotere della Cina e, in parte, sotto quello dell’America che, troppo spesso lo dimentichiamo, è la principale responsabile del dissesto economico in cui stiamo vertiginosamente precipitando. Altrettanto grave, se non peggiore, è il pericolo del crollo totale delle tradizioni culturali, politiche, sociali e religiose dell’Europa intera. Grazie a un malinteso e insensato laicismo abbiamo rinnegato di essere eredi di una civiltà dalle radici giudaico-cristiane che sono quelle che, pur con contraddizioni ed errori, ci hanno insegnato a rispettare i diritti fondamentali della persona. La strategia in atto, quasi totalmente ignorata o misconosciuta, d’islamizzazione dell’Europa da parte dei paesi mussulmani è sotto gli occhi di tutti, ma, come spesso succede per le cose che abbiamo sotto il naso, pochissimi se ne rendono conto. Da laico, e anche alquanto agnostico, devo riconoscere che vi è molto di vero e di condivisibile nella “Lectio Magistralis” di Ratzinger del 2004: – Quest’occidente è più incline a salvaguardare le istanze altrui che non a difendere la propria fede, i propri valori e la propria identità. Se viene criticato l’islam, tutti s’indignano, ma se viene oltraggiato il cristianesimo o la Chiesa, si parla di “libertà d’espressione”-

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Robot (seconda parte)

9 Luglio 2012 19 commenti

Il ristrettissimo e anonimo nucleo di banchieri, finanzieri e multimiliardari, che subdolamente condizionava il mondo, e che aveva fatto segretamente costruire i robot governatori, non era del tutto soddisfatto dei risultati. Occorreva fare di più, molto di più. Le cose procedevano troppo lentamente e i guadagni stentavano a raggiungere le dimensioni previste. Alla riunione periodica, durante la quale si valutavano i risultati raggiunti, il più anziano di loro che presiedeva l’assemblea, uomo esperto e tetragono a ogni sentimentalismo, s’incazzò di brutto con uno dei suoi colleghi.

- Tu, con quel tuo maledetto Decreto Legge 138/2011 hai costretto alcuni di noi, di cui fortunatamente pochissimi fanno parte del nostro gruppo, e vivono in Italia, a versare, per ben tre anni, un disgustoso contributo di solidarietà su chi percepisce somme che superano i 300.000 euro annui. Questo contrasta con tutti i nostri principi e con le regole che ci siamo date. Come ti è venuto in mente?

- Non t’innervosire, – rispose ridendo, pacioso, il suo grasso interlocutore, mentre, in conseguenza di quella risata, la pappagorgia gli sobbalzava tremolante sul collo della camicia firmata Armani, – ho previsto tutto e ho predisposto le cose in modo tale che quelle cifre, che messe insieme costituiranno una bella sommetta, ritorneranno tutte, e maggiorate, solo nelle tasche del nostro gruppo. Inoltre, quel contributo, ben reclamizzato, serve a dare fumo negli occhi a quella massa sottosviluppata d’imbecilli, appartenenti alla media borghesia, agli operai e ai pensionati che così s’illude che solo i ricchi paghino, mentre proprio loro dovranno versare somme complessivamente ben maggiori e non per soli tre anni, bensì per sei!

Parzialmente rabbonito, l’anziano lo squadrò, con una leggera smorfia d’incredulità, al di sopra dei suoi occhiali marcati Dior, poi borbottò:

- Spiegati meglio.

- Semplice, con la legge 127 del 2007 ho stabilito che dal primo gennaio 2012 e fino al 31 dicembre del 2017, e quindi per ben sei anni, tutti i pensionati con un reddito d’importo superiore a cinque volte il trattamento minimo dovranno versare un contributo di solidarietà, e, maggiore sarà la loro anzianità contributiva, più alta sarà l’aliquota del contributo!

- E quale sarebbe l’importo di questo trattamento minimo?

- Ahahahah – sghignazzò il ciccione ridendo a crepapelle – il minimo vitale è già stato stabilito in 481 euro, quindi la trattenuta sarà effettuata a tutti quei parassiti che percepiscono qualcosa in più dell’enorme somma di 2.405 euro, ovviamente lorde, che corrispondono a circa 1.000 1.200 euro netti mensili!

- Bene, bene, questa è una buona notizia, – sogghignò il vecchio, – ovviamente questi soldi torneranno a noi?

- Ovviamente; e non solo, tra IMU, addizionali regionali e comunali, aumento delle accise, dei bolli e altre sciocchezzuole del genere, questa massa di pecoroni dovrà, ben presto, cercare il cibo nei cassonetti!

- Non basta! – tuonò il segretario della riunione, un vecchietto segaligno e bavoso, che doveva la sua fama e il suo patrimonio ai suoi studi di economia che lo avevano portato a essere consigliere di amministrazione in una cinquantina di banche e di multinazionali, – Non basta! C’è un problema ancora più grave che dobbiamo risolvere. Avete preso in considerazione quanto sia enorme questa massa di pensionati e d’invalidi che campano a ufo sulle nostre spalle e che non si decidono mai a schiattare?

Un mormorio di assenso percorse la sala, mentre i convenuti, alcuni dei quali levarono le braccia al cielo in segno di disperazione scrollando tristemente il capo, confermarono le preoccupazioni espresse dal segretario.

Il presidente fece un bieco sorriso e si alzò in piedi (pochi se ne resero conto perché la sua statura rimase uguale), poi invitando con un cenno tutti i presenti ad avvicinarsi sussurrò:

- Ho già predisposto un piano grandioso e ho messo al lavoro tutti i nostri tecnici e i nostri migliori chimici. Ascoltate…

La conclusione del suo discorso fu accolta da un silenzioso attimo di stupore cui segui un fragoroso applauso mentre i presenti, lieti in volto, si scambiavano calorose strette di mano e grandi pacche sulle spalle.

Strombazzato da tutti i giornali e le TV come il più benevolo e straordinario decreto legge, finalizzato a ristabilire un’atmosfera di fiducia e di ottimismo tra la moltitudine degli anziani e degli invalidi, titolari di pensione, fu deciso che in tutti gli stadi di ogni città si sarebbero tenuti i “concerti dei bei tempi della giovinezza”. Ogni sera, per tre sere di seguito, cantanti e attori del passato, perfettamente e realisticamente presenti in accurate riproduzioni olografiche, avrebbero riproposto le loro canzoni e le loro migliori interpretazioni.

La partecipazione all’evento era gratuita ma obbligatoria. Ogni trasgressione sarebbe stata severamente punita. Una massa enorme di vecchi prese posto negli stadi; alcuni con la sedia a rotelle, altri in barella, molti appoggiandosi a bastoni e treppiedi. I più riluttanti furono trascinati a forza dalle loro case, dagli ospizi e persino dagli ospedali. Le rappresentazioni ebbero inizio tra uno sfavillare di luci e il suono di decine di casse acustiche. Sul palco si susseguirono, senza posa, le migliori interpretazioni di Nilla Pizzi, Claudio Villa, Achille Togliani, Luigi Tenco e molti altri. Seguirono divertentissime scenette interpretate da Totò, Macario, Peppino De Filippo, Franco e Ciccio, Gino Bramieri, Renato Rascel…

Tra la folla, accaldata, sudata, stremata, si aggiravano senza posa splendide ragazze in minigonna, recando carrelli dai quali distribuivano gratuitamente bottigliette di acqua minerale e di bibite varie che erano richieste e accolte con sollievo dalla stragrande maggioranza del pubblico.

Alla successiva riunione, il presidente era raggiante e propose un brindisi.

- La nostra iniziativa ha avuto un enorme successo! – dichiarò. – Ai concerti, volenti o nolenti, hanno partecipato quasi diciassette milioni di quei vecchi rimbambiti. Quasi l’80% di loro ha gustato le nostre “bevande”. In quest’ultimo anno i decessi, accuratamente scaglionati nel tempo per effetto dei diversi veleni selezionati dai nostri chimici, hanno già eliminato quasi tredici milioni di quegli esseri inutili, dannosi e… costosi. Tutte le cause di questa eccezionale mortalità sono state addebitate a infarto, ictus fulminanti e altre cause naturali. Ovviamente, data l’accurata non rintracciabilità delle sostanze sintetizzate nei nostri laboratori, non abbiamo corso alcun rischio e ottenuto, finalmente, eccezionali risultati!

- Evviva! Alla nostra salute! – gridarono soddisfatti in coro i presenti, levando in alto i loro calici di prezioso cristallo di Boemia ripieni di Perrier Jouet Belle Epoque, del costo di 1000 euro alla bottiglia.

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